Il Dottor Gentilini in Africa
I
fondamentali contatti stabiliti con personale e dirigenti di ospedali e
dispensari, laboratori, scuole e istituti di formazione tutti gestiti
dal governo centrale della Tanzania o da diverse comunità religiose,
prevalentemente cattoliche, tra la costa dell’ Oceano Indiano (Dar es
Salaam) e quella del lago Vittoria tra Bukoba, Mwanza e Musoma con
aziende in grado di ricevere e trasportare carichi eccezionali, con
strutture portuali e con cantieri navali mi hanno permesso di chiudere
la fase di preparazione del progetto FMH.
Tutto è
stato documentato con filmati, foto e certificati.
I numerosi
casi umani che ho osservato nelle numerose precedenti missioni sanitarie
africane in villaggi interni o rivieraschi sui grandi laghi, le
patologie mediche e chirurgiche semplici o eccezionali affrontate, il
cotributo alle cure, alla conoscienza e alla ricerca di soluzioni ai
disagi di popolazioni che oltre alle note problematiche sanitarie e
sociali tropicali hanno quella di convivere con i disagi dell’ acqua in
eccesso (isolamento, inondazioni e inquinamento) hanno ispirato l’idea
bene accolta del FMH (Floating Mobile Hospital).
FMH F
Floating, galleggiante. Si tratta di un battello con scafo a forma di
catamarano, M Mobile, per muoversi tra villaggi o isole. H Ospedale. In
soli 300 m3 sono rappresentati alcuni servizi minimi essenziali 1)
ambulatorio, primo soccorso e prevenzione 2) laboratorio analisi e
diagnostica per immagini 3) sala operatoria e gessi. 4) sala parto e
assistenza al neonato. Gli ambienti sono comunicanti in grado di fornire
prestazioni minime o anche più complesse in modalità definitiva
garantendo le dimissioni protette. Per far muovere l’Ospedale e le
immagini con la tecnica del teleconsulto non i Pazienti, nello spirito
del “kushirikishana” o della cooperazione tra la struttura sanitaria
mobile e quelle fisse operanti sul territorio .
Scenari
Tutto l’
impegno profuso a sviluppare contatti con interlocutori autorevoli e
sensibili all’iniziativa e a verificare le realtà territoriali,
preparato nei minimi particolari, tanto da prevedere pure gli
imprevisti, era mirato, in prima, alla verifica della validità del
“progetto” FMH e in seconda a trovare i partners, gli interlocutori e le
strutture intenzionate a collaborare con l’attività di FMH.
Il lago
Nyanza-Vittoria potrebbe essere definito un mare per le dimensioni anche
se ha un acqua particolarmente dolce e leggera. Ha superficie doppia di
quella del mar d’Azov e quasi tre volte la Sicilia. Al suo interno
emergono numerose isole, la maggior parte abitate. Le più popolose sono
Ukerewe (da questa deriva il nome arabo del lago), grande quanto
Pantelleria con la più piccola, Ukara distante pochi silometri e grande
quanto Favignana. Ukerewe ha coste frastagliate, molto verde e rocciosa
dista circa sessanta miglia da Mwanza, la seconda città della Tanzania,
e circa dieci dalla costa orientale del lago, assegnata alla regione di
Mara, Al suo interno vi sono diversi villaggi, il maggiore, Nansio, ha
il porto, un areoporto per piccoli aerei ed un dignitoso Ospedale. Sono
arrivato in questo territorio perchè, dalle notizie raccolte nelle mie
precedenti collaborazioni con medici e popolazioni della Tanzania,
sapevo che qui avrei potuto perfezionare il “Progetto denominato FMH” (Floating
Mobile Hospital) Ospedale Mobile Galleggiante prima di definirlo nei
particolari e avviarlo alla fase operativa. L’idea di un “battello”
semovente, attrezzato a piccolo Ospedale in grado di fornire prestazioni
essenziali, modulabili a seconda delle necessità e delle richieste, mi
venne quando mi trovai a visitare, soprattutto bambini, a Ganviè nel
Benin. Questo esteso territorio abitato si trova nell’interno del paese
africano, al confine con il Togo, sviluppa tutte le abitazioni, le
attività sociali e commerciali, su palafitte, Con pochi e insufficienti
presidi sanitari.
Le
patologie più gravi, le gravidanze a rischio e i parti più laboriosi
sono costretti a lunghi percorsi, prima via acqua e successivamente via
terra per raggiungere strutture degne di questo nome. Da queste premesse
pensai, assieme ai sanitri che trovai sul posto e a quelli che mi
accompagnavano, ad un Ospedale che si potesse muovere o semplicemente
galleggiare. Questa idea, non del tutto peregrina, trovò un ulteriore
impulso quando mi recai per le stesse motivazioni umanitarie sul grande
lago Tanganika. Lì fui testimone
di
richieste sanitarie complesse ed anche gravi. Le tante popolazioni che
abitano i villaggi rivieraschi o delle immeidate vicinanze, sono
sprovviste di strutture Sanitarie degne di questo nome. E quelle
esistenti sono spesso distanti e, nella stagione delle piogge, pressochè
irragiungibili. E allora, perchè non ipotizzare la stessa soluzione
“pensata” a Ganviè? Tale idea la maturai e la sviluppai, quasi trovando
ispirazioni e soluzioni ai quesiti, proprio nella quiete di Pantelleria
e del suo mare senza confronti. |