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Assistenza medica con la
“rete”
di Luigi Gentilini del 23/07/2008
Svilupperemo assieme il primo dei consigli offerti da queste colonne, al
Ministro “uno e trino” quando si insediò. La Salute è una delle trinità. Per
ottimizzare le prestazioni e modernizzare i servizi sanitari é necessario
ricorrere alla rete informatica, nell’amministrazione dei data base e nella
pratica medica quotidiana. La telemedicina é una valida e semplice soluzione
impiegata nella pratica: è di aiuto ai medici che possono seguire così a
distanza i loro Pazienti che così possono sentirsi sostenuti quando, collocati
in “dimissione protetta”, sono lontani fisicamente dal medico. Con questo
supporto sarà per loro come averlo vicino.
Oggi la formula medica del teleconsulto, sempre più raffinata ed affidabile,
permette ad un solo medico di realizzare la sua diagnosi e poi trasmetterla al
paziente, oppure di fare delle diagnosi collegiali (tra più specialisti), e
successivamente prescrivere le cure del caso in tempo reale. Questa soluzione
assistenziale ottimale non dovrà essere rimandata, ma dovrà essere messa alla
portata di tutte le strutture operanti sul territorio e di tutti gli utenti. La
ricerca ormai da tempo studia e perfeziona le indicazioni, le applicazioni e i
vantaggi di tale supporto tecnico/sanitario e certifica l’utilità e
l’affidabilità a qualificare e semplificare l’assistenza e le aspettative. I
pazienti vedranno semplificati e migliorati i “controlli”, i sanitari potranno
risparmiare spostamenti costosi e impegno fisico. Anche le amministrazioni, dopo
un impegno di spesa iniziale, vedranno ammortizzati i loro investimenti. Si
sentono spesso Pazienti che si lamentano di aver richiesto interventi sanitari o
medici urgenti e di averli ricevuti molto tardi o quando il tempo è scaduto. Si
sentono pure medici e sanitari che si lamentano di aver avuto “chiamate” urgenti
che in effetti non lo sono, a danno di richieste serie. Per queste ragioni si
sentono opposte e violente denunce: per i ritardi dei soccorsi, da un lato o per
“chiamate” urgenti ingiustificate. Sono episodi quotidiani definiti di
malasanità, di cattivo senso civico o solo ansia. I torti o le ragioni non
stanno sempre tutte da una sola parte. Vi sono i Pazienti che rimangono
ricoverati più a lungo della “media statistica” per la necessità di garantire un
“controllo” protratto, altri Pazienti dopo la dimissione hanno bisogno di essere
“monitorati” per tempi brevi, lunghi o lunghissimi. Quando i casi hanno
raggiunto i “tempi” massimi di ricovero, previsti dal Servizio Sanitario,
scattano le cosiddette dimissioni “protette” che impegnano, in tutti i sensi, il
personale di assistenza assegnato a seguire il Paziente presso il domicilio,
garantendo così un servizio che spesso è rudimentale. Perché mancano i mezzi o
il personale che li deve far funzionare.
Ma per garantire un’assistenza domiciliare qualificata, capillare ed economica,
cosa fare? Oggi abbiamo a disposizione la tecnologia adatta rappresentata, ad
esempio, da un videotelefono con doppia interfaccia di rete che mette
comodamente in contatto il medico con il paziente. Si tratta di una stazione
semplice da usare come un apparecchio telefonico che si collega con la linea
standard (PSDN). Il numero viene composto sulla tastiera ed è completo di un
sistema di viva voce. All’apparecchio possono essere collegati vari sensori
(periferiche) in grado di rilevare: la pressione arteriosa (che fornisce notizie
dello stato del circolo artero-venoso e attività cardiaca; l’indice della
glicemia ipo-iper o normo, frequenza cardiaca; la situazione del peso; lo
stetoscopio digitale integrato può valutare l’attività cardiaca anche di un feto
in gravidanza e l’attività respiratoria dell’adulto affannato e, collegato con
questo rilevamento, è possibile valutare la pulsi – ossimetria ossia il
contenuto di ossigeno nel sangue. Si tratta di una prima base di apparecchiature
necessarie e operanti in un reparto di monitoraggio del Paziente. Tutto ciò
potrà garantire una buona sorveglianza dei parametri vitali inviandoli da casa
al centro di controllo, via rete telefonica o satellitare, che in tempo reale
valuterà i dati e invierà le raccomandazioni terapeutiche che potranno essere
assunte in forma autonoma dal solo paziente o somministrate con l’aiuto di chi
ha preso l’incarico di assisterlo. Tecnologia sarà sinonimo di semplificazione,
efficienza ed economia. Stiamo entrando nell’era della Medicina del futuro con
la tecnica della teleassistenza. E’ stata già superata la fase della
sperimentazione e ci si avvia a quella dell’applicazione. Quando tale soluzione
sarà a regime si potranno ridurre i tempi di degenza di almeno un terzo, ridurre
le spese di alloggio e di spostamento dei familiari e contenere le situazioni di
ansia.
Le apparecchiature per realizzare tali “miracoli” esistono, in alcune realtà
socio-sanitarie sono già attivi servizi che realizzano il “teleconsulto” con
immensa soddisfazione per i pazienti e gratificazione del personale medico e
infermieristico dedicato. Le amministrazioni vedranno così ridotte le spese e le
denunce di disservizio.
Signori onorevoli e amministratori fate in modo che l’Italia, depositaria di
programmi originali e tecnologie avanzate, sia all’avanguardia nella innovazione
sanitaria.
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