Febbre e pene d'amore
di Luigi Gentilini del 21/4/2007http://www.lareteonline.it/reteCMS/?content=febbre29
Attorno alle idi di marzo e l’inizio di aprile, nei
paesi sopra e sotto le linee dei tropici,
iniziano stagioni con modalità inversa rispetto
l’equatore. Quando il sud del Mondo si avvia alla
stagione fredda, il nord si prepara al caldo. È quanto
sta accadendo in questi giorni. Mentre nel sud del
Mondo, in Australia, Nuova Zelanda, Africa del sud, un
po’ di Brasile, Cile e Argentina le popolazioni
comincino ad indossare abiti più pesanti, quelle del
nord si tolgono gli ultimi indumenti pesanti. Queste
premesse precedono il tempo delle vacanze che dovremmo
sempre associare a riflessioni e atti concreti verso chi
non se le può permettere. Poche e piccole azioni.
Direttamente proporzionale con la distanza dello
spostamento tra luogo di residenza e la meta più o meno
esotica scelta ufficialmente per riposare. Se le scelte
non sono precedute da un minimo di pianificazione si
possono rivelare non adatte al recupero della stanchezza
o anche dannose alla salute. Come nel caso di attivare
nuovi e seri motivi di stress fino alla possibilità di
scatenare malattie banali o importanti caratterizzate
dal fenomeno: “febbre”. Fenomeno, sintomo, segno
clinico, ma non malattia, perché la febbre è
l’espressione di patologie, per lo più infettive, ma
non è una forma morbosa a sé stante. Conosciuta,
rilevata e descritta fin dall’antichità, è stata da
sempre associata all’attività cardiaca, respiratoria e
della sudorazione. Di tanto aumenta la febbre, di
altrettanto aumentano gli atti delle funzioni vitali
(attività cardiaca, respiratoria, sudorazione, diuresi e
aumento dell’attività dell’alvo). Ma anche le “pene
d’amore” , soprattutto giovanili, fanno aumentare le
palpitazioni, la ventilazione polmonare fino a vere e
proprie sudarelle localizzate alla fronte, ascelle,
inguini e in particolar modo alle palme delle mani.
Motivi di grande disagio che durano di solito fino
al chiarimento positivo dei sentimenti, per ricomparire
nel momento triste del distacco. I fedeli di Asclepio,
la divinità greca preposta alla Medicina che a sua volta
avrebbe appreso i primi rudimenti dal centauro Chirone,
associavano la febbre a qualcosa di divino. Ma
soprattutto Ippocrate, nella sua ponderosa e poderosa
opera medica che fu per secoli alla base degli studi
medici fra le teorie umorali illustrò i pregi e i
difetti delle febbri associate alle patologie
gastroenteriche, tubercolari e malariche. Ancor oggi
queste sono le principali patologie ricorrenti, da
prevenire o curare prima, durante o al ritorno dai
viaggi esotici. Oggi, oltre a queste cause di febbre vi
sono tutte le malattie infettive trasmesse da parassiti
intestinali, da zecche, pidocchi, c’è il reale allarme
delle infezioni da virus dell’ HIV e meno reali della
“bufala” aviaria. Questa ultima molto redditizia nel
produrre spostamenti di capitali. Sono spariti i
crociati delle guerre ai polli! Anche i Medici romani
Celso e Galeno dedicarono le loro ricerche ad
interpretare le cause delle febbri, frequenti nell’agro
romano, nelle valli pontine, al seguito degli eserciti e
a trovare i rimedi. La temperatura corporea umana,
animale a sangue caldo, si aggira tra i 36° e i 37°. A
chi dorme la notte si trova la mattina una temperatura
più bassa che si alza la sera, alle volte anche di
qualche decimo sopra i 37°. Ma a ritmi inversi
dell’attività lavorativa corrispondono diversi valori
della temperatura. La comparsa della febbre durante un
viaggio all’estero o nell’immediato ritorno sul
territorio nazionale deve richiamare l’attenzione
dell’interessato, mai sottovalutarla e recarsi
immediatamente dal Medico. Mai fare da sé, mai prendere
farmaci per abbassare la febbre senza aver consultato un
Sanitario al quale si dovranno riferire tutti i minimi
sintomi che l’accompagnano e descrivere i particolari
dei luoghi, alimenti, bevande e contatti avuti nelle
sedi remote. Bisogna tener bene presente che questo
sintomo è un meccanismo con cui il nostro organismo si
difende dall’aggressione di agenti patogeni per cui alle
volte non è così urgente e drammatico doverla abbattere.
La febbre dei bambini piccoli allarma i genitori
“novelli” tanto da indurli a somministrare gli
antipiretici appena l’asticella del mercurio tende a
superare il fatidico 37° , gravissimo errore. Si deve
attendere un tempo ragionevole aspettando il parere
dell’esperto e gli aspetti benefici della “risposta”
dell’organismo. Fino all’ epoca preecografica uno dei
criteri più in uso per stabilire con chiarezza il giorno
dell’ovulazione della donna era quello di studiare il
grafico della temperatura basale mensile. Il 14° e i
giorni immediatamente vicini mostrano regolarmente uno
scarto di alcuni decimi in più, anche oltre i 37°
rispetto al profilo precedente e successivo.
L’esplosione del follicolo è assimilabile perciò a in
piccolo “ Big Bang” che si ripete dalla notte dei tempi
e fin quando la Donna e il Mondo vivranno!
